CHI SIAMO

L’Associazione Saveria Antiochia Osservatorio antimafia  (SAO) è nata nel 2006 a Milano da un’alleanza fra Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e OMICRON (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord) e ha sede in uno spazio messo a disposizione dalla Provincia di Milano dove è possibile fare riunioni e anche incontri pubblici. Le tematiche di cui si occupa sono MAFIA E ANTIMAFIA, DIRITTI UMANI E CIVILI, EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA’.

Dal 2011 è Associazione di Promozione Sociale.

Organigramma dal 2011 al 2013:

Consiglio Direttivo: avv. Giuseppe Santagati (Presidente), dott. Maria Grazia Mazzocchi,  dott. Gianni Barbacetto (Direttore di Omicron), dott. Luigi Lusenti, prof. Vincenzo Viola.

Collegio dei Garanti: prof. Marco Arnone (Centre for Macroeconomics & Finance Research – CeMaFir – e Istituto di Studi Politici Università Cattolica di Milano), dott.  Laura Barbaini, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Milano, dott. Ideanna Giuliani (presidenza Arci Lombardia)

Revisori dei conti sono i dott. commercialisti Filippo Bellavite e Francesco Gatti, Mario Toffoli

Direttrice dell’Associazione e del Centro Studi è la prof. Jole Garuti.

Omicron ha ripreso attivamente le attività di monitoraggio e studio sui fenomeni di criminalità organizzata nelle regioni del Nord, oltre che di ricerca, formazione, educazione alla legalità.

SEDE

La sede è presso l’Istituto Marignoni, via Melzi d’Eril 9, Milano 20154 tel/fax 02 3656.3480 e 338 6099.559. Mezzi pubblici – MM1 e MM2 Cadorna, MM2 Moscova, tram 1, 29, 30, autobus 18, 43, 57. Vi si sta costituendo una biblioteca specializzata sulla mafia e sull’antimafia con testi sui Diritti umani e civili, sui diritti dei bambini, delle donne, degli esseri umani tutti, esperienze di educazione alla Cittadinanza e alla Legalità Democratica, oltre a sentenze giudiziarie. SAO organizza stages per studenti universitari, seminari e convegni, progetti di Educazione alla Cittadinanza e alla Legalità per le scuole di ogni ordine e grado, ricerche bibliografiche e ricerche-azione, presentazioni di libri.

SAVERIA ANTIOCHIA

Saveria Antiochia è la mamma di Roberto Antiochia, il poliziotto ucciso dalla mafia a Palermo nel 1985 mentre faceva volontariamente da scorta – aveva interrotto per questo le ferie – al Commissario Ninni Cassarà. Aveva 23 anni ed era pieno di ideali luminosi.

L’Italia conobbe allora Saveria, leggendo una sua lettera aperta al ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro, che il quotidiano la Repubblica pubblicò in prima pagina sotto il titolo “Li avete abbandonati”. Saveria vi denunciava le condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti di Palermo, privi di automobili, di binocoli, di computer, realtà che aveva constatato con i propri occhi.

Come risposta al suo grido, alcuni dissero che la sua lettera era troppo ben scritta per essere di una madre di poliziotto. Saveria, colta e sensibile, amante dell’arte e pittrice, dopo la morte del figlio dovette incassare anche questo. Intraprese allora una lunga battaglia per la verità su quel delitto. Denunciò le complicità tra mafia e istituzioni. E decise di far vivere Roberto nelle sue parole, nella sua testimonianza.
Girò instancabilmente le scuole, le parrocchie, le biblioteche, i circoli di tutta Italia. Parlava sempre dolcemente, anche quando diceva cose dure e terribili. Ti guardava negli occhi e ragionava, spiegava. Senza mai una parola retorica. Aveva la pazienza di chi ha subito il più tremendo degli affronti ma non è stata piegata e ha ancora fiducia che le nostre parole disarmate possano rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in un paese libero dalla corruzione e dalle mafie.

Quando nel dicembre 1985 Nando Dalla Chiesa fondò a Milano il Circolo Società Civile, Saveria venne a spiegare, a ragionare di legalità e illegalità. Fu l’unico non milanese tra i soci fondatori; per lei il Circolo fece un’eccezione alle regole del suo statuto. Dieci anni dopo aiutò a nascere Libera, la rete di associazioni contro le mafie. Prima aveva dato il suo contributo al Coordinamento antimafia e alla “primavera” di Palermo, dove fu eletta come indipendente nel consiglio comunale. Ai processi contro gli assassini del figlio fu sempre presente, anche a costo di viaggi faticosi e costosi. Quando testimoniò, guardando negli occhi esecutori e mandanti della strage, le sue parole furono secche, decise. Uno degli ergastoli che pesano sulle spalle di Totò Riina gli è stato inflitto anche per quella strage.

Quando si è ammalata, diceva: “Roberto è sempre con me. Ci parliamo, facciamo le cose insieme. E’ per questo che sono riuscita a fare tutto quello che ho fatto, a parlare in pubblico, a lavorare. Una parte di me, anche oggi, continua a disperarsi come allora. Un’altra parte, invece, vive, fa, lavora, è molto lucida”. Saveria si è spenta a Roma a 79 anni, il 12 marzo 2001. Le è stata dedicata la sede nazionale di Libera a Roma.

Per sapere di più su Saveria Antiochia

  • AAVV, Nonostante donna, Storie civili al femminile, EGA 1996
  • Nando Dalla Chiesa, Le ribelli, Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore, Melampo 2007

COMITATO SCIENTIFICO

Vittorio Borraccetti, Procuratore capo della Repubblica, Venezia
Anna Canepa , Procuratore della Repubblica, Genova
Giancarlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Torino. Già Procuratore capo della Repubblica di Palermo e direttore di Eurojust.
Adolfo Ceretti
, Docente di Criminologia all’Università di Milano Bicocca. Coordinatore dell’Ufficio per la mediazione penale di Milano.
Nando Dalla Chiesa
, Saggista, docente di Sociologia economica all’Università Milano.
Gabrio Forti, Docente di Criminologia all’Università Cattolica di Milano.
Alison Jamieson, Giornalista, ricercatrice
Alberto Nobili, Procuratore aggiunto della Repubblica, Milano
Marcelle Padovani, Giornalista, presidente dell’Associazione della stampa estera in Italia.
Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano.
Virginio Rognoni , già ministro dell’Interno.
Maurizio Romanelli, Sostituto Procuratore della Repubblica, Milano.
Adriano Sansa , Magistrato della Corte d’appello di Genova. Già sindaco di Genova.
Bartolomeo Sorge, Direttore responsabile di Aggiornamenti sociali.

 


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