Saveria Antiochia e l”articolo di Sciascia

10 gennaio, 2017  |  PRIMO PIANO

Il Coordinamento antimafia di Palermo ebbe risonanza nazionale in occasione dell’articolo di Leonardo Sciascia “I professionisti dell’antimafia”, pubblicato il 10 gennaio 1987 sul Corriere della Sera. Gli strali di Sciascia miravano, pur senza citarlo espressamente, a Leoluca Orlando, il sindaco antimafia ed esplicitamente a Paolo Borsellino, nominato dal CSM Procuratore di Marsala nonostante fosse molto più giovane dell’altro candidato. L’articolo si concludeva con una perfida argomentazione. “Oggi per chi voglia fare carriera non c’è modo più sicuro che fare processi contro la mafia”.

Divampò una polemica violenta. La reazione del Coordinamento antimafia di Palermo fu eccessiva, qualificando Sciascia come un quaraquaquà, anche se lo stato d’animo  che l’aveva generata era comprensibile. Chi ricorda oggi il clima terribile  di quegli anni in Sicilia, gli anni del maxiprocesso a Cosa nostra, gli anni degli attacchi ai movimenti antimafia, non può non indignarsi per le accuse di Sciascia a Paolo Borsellino e, sottintesa, a Leoluca Orlando . Il Giornale di Sicilia decise di pubblicare l’elenco dei componenti del Direttivo del Coordinamento, come intimidazione. I soci si divisero.

Nel 2007, quando la polemica è scoppiata nuovamente a seguito di un articolo di Pierluigi Battista che, sempre sul Corriere,  proponeva di’chiedere scusa a Sciascia’, Francesco Petruzzella ha rivelato online su ‘Dieci e venticinque’ di essere stato lui l’autore ventiquattrenne di quello scritto.

E Saveria?

Saveria non ebbe dubbi, e subito, il 15 gennaio 1987, scrisse, firmandosi come ‘tessera n. 0002 del Coordinamento antimafia’:

““sto soffrendo e non poco, con la convinzione che tutto questo non  giova a nessuno, perché dividere così l’opinione pubblica può essere pericoloso.(…)

Ho letto interviste e articoli belli e brutti, giusti e ingiusti, un po’ su tutti i giornali con varie firme e varie opinioni, in particolare ho apprezzato quello di Giovanni Ferrara e condivido pienamente il bell’articolo scritto da Giampaolo Pansa  pubblicato oggi su Repubblica.

E’ stato detto tanto pro e contro, forse anche troppo.

(…) Sciascia ha definito questo ‘cosiddetto coordinamento, frangia fanatica e stupida’ di un fantomatico potere politico che sta dietro al Coordinamento ma è riconoscibile dallo stile.

Alle spalle dell’associazione Antimafia della quale è presidente un Ispettore di Polizia, figlio del Maresciallo Mancuso ucciso dalla mafia insieme al giudice Terranova, non vi sono giochi di fazioni in cerca di potere né strumentalizzazioni politiche, ma solo un lungo e triste corteo di morti per mano della mafia. Persone che hanno fatto una carriera così straordinaria per meriti ‘antimafia’ da guadagnarsi come promozione finale colpi di pistola, raffiche di mitra e una bella tomba al Camposanto.

Quei caduti indimenticabili e il loro ideale di ricostruire una società Civile sono le motivazioni dell’esistenza e della coraggiosa lotta del Coordinamento Antimafia contro la ‘Piovra’ e i suoi poteri criminali.”



 








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