Libertà e corruzione

9 maggio, 2016  |  PRIMO PIANO

L’art. 3 della Costituzione contiene un’affermazione molto impegnativa:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questo articolo è stato scritto settant’anni fa pensando alle gravi differenze sociali che caratterizzavano un’Italia appena uscita dalla guerra. Oggi questa situazione rimane: di che libertà può effettivamente disporre chi a trent’anni si trova senza lavoro e senza prospettive di trovarlo? O chi a cinquant’anni l’ha perso o a settanta si trova con una pensione irrisoria? È compito della Repubblica creare per tutti costoro le condizioni per poter essere effettivamente liberi dal bisogno, dalla disperazione, dall’angoscia per il domani. Ma oggi questo comma acquista un significato che probabilmente non era immediatamente presente ai padri costituenti: il vero ostacolo che limita la libertà e uccide l’eguaglianza tra i cittadini è la corruzione che imperversa in ogni angolo del Paese e in ogni settore dell’economia e della società. “La corruzione – ha detto il Presidente della Repubblica – ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.”.

La presenza massiccia di fenomeni corruttivi, specialmente negli appalti pubblici con sempre più evidenti addentellati a fenomeni malavitosi e la mal mascherata volontà di sfruttare senza limiti né decenza drammatici eventi collettivi (dai terremoti agli sbarchi di disperati in cerca di una possibilità di vita) è la dimostrazione di un abbassamento del livello dell’etica pubblica che facilita il diffondersi del malaffare: potremmo parlare di molti fenomeni e comportamenti che pur riguardando l’ambito della legalità, come ad esempio vasti settori e gangli vitali del sistema sanitario in Lombardia, sono sempre più inseriti in un sistema onnipervasivo di malversazioni, che in molti casi combacia con la penetrazione delle mafie in attività economiche di sicuro reddito e nella vita degli individui, con la conseguente riduzione della libertà e dell’uguaglianza dei cittadini.

La lotta alla corruzione diventa dunque una battaglia per la democrazia e quindi riguarda in primo luogo il rapporto tra i cittadini e le scelte politiche che sono chiamati a fare. Nelle prossime settimane in molti comuni i cittadini saranno chiamati a scegliere gli amministratori: sappiamo che quello degli enti locali è il livello della pubblica amministrazione più esposto a corruzione e a infiltrazioni malavitose. Riteniamo molto importante chiedere a tutti i candidati un’effettiva trasparenza non solo sul passato, ma anche in relazione a prospettive e programmi. Noi, come S.A.O., cercheremo di farlo.

Vincenzo Viola








Ti potrebbero interessare anche

  • Nessun articolo correlato

SEZIONI