I funerali trionfali del boss mafioso

24 agosto, 2015  |  ARCHIVIO


Vittorio Casamonica è stato uno degli esponenti più noti della malavita romana, responsabile di racket e usura, membro della banda della Magliana, coinvolto in Mafia Capitale: avrebbe dovuto essere punito dalla legge, invece ieri, anche da morto, la legge l’ha sfidata e l’ha messa sotto i piedi e Roma, la capitale d’Italia, è diventata il palcoscenico di uno spettacolo inaccettabile e indecoroso. Eppure nessuno ha fermato quel corteo e fatto atterrare l’elicottero da cui si lanciavano petali di rose sul feretro di un criminale; anzi è iniziato un grottesco palleggio di responsabilità in cui autorità civili e religiose fanno a gara a non assumersi responsabilità: in questo modo la mafia si mostra potente e decisa e coloro che hanno il compito di combatterla in ogni campo imbelli e confusi.
L’Associazione S.A.O., che si richiama all’esempio di Saveria Antiochia, madre coraggiosa e generosa dell’agente Roberto Antiochia, ucciso proprio 30 anni fa da sicari mafiosi, chiede che la lotta contro la mafia si svolga finalmente senza ambiguità anche contro queste forme pseudoreligiose (funerali, processioni, culti e devozioni, ecc.) volte ad affermare il “prestigio” di criminali e a mostrare la debolezza dello Stato nei loro confronti.
Senza rigore e coerenza non si sconfigge la mafia né a Roma né altrove.

Le parole di Don Ciotti su Libera.it: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11864








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