CHI SIAMO

16 gennaio, 2015  |  CHI SIAMO

CHI SIAMO

L’Associazione  è nata nel 2006 a Milano col nome di Associazione Saveria Antiochia Omicron, con l’aiuto di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e OMICRON (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). E’ una Associazione di Promozione Sociale.

Il 9 dicembre 2014 l’assemblea di SAO ha deliberato la separazione da Omicron e ha quindi cambiato il nome in ASSOCIAZIONE SAVERIA ANTIOCHIA OSSERVATORIO ANTIMAFIA.

Nella sede è possibile fare riunioni e anche incontri pubblici. Le tematiche di cui si occupa sono MAFIA E ANTIMAFIA, DIRITTI UMANI E CIVILI, EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA’.

SAO organizza stages per studenti universitari, seminari e convegni, progetti di Educazione alla Cittadinanza e alla Legalità per le scuole di ogni ordine e grado, ricerche bibliografiche e ricerche-azione, presentazioni di libri.

Dal 2014 SAO è contattabile anche presso la Casa delle Associazioni in via Marsala 8 (MM2 MOSCOVA) , mercoledì e venerdi dalle 15 alle 17, previa telefonata al 02 36563480 al mattino.

 

ORGANIGRAMMA 2016-2018

Consiglio Direttivo: Vincenzo Viola (presidente), Jole Garuti (vicepresidente), Tano Avanzato, avv. Giuseppe Santagati, Angelo Urgo, Alberto Rotondo, Tiziana Spairani.

Comitato scientifico: Vittorio Borraccetti, Anna Canepa, Giancarlo Caselli, Adolfo Ceretti, Nando Dalla Chiesa, Francesco Forgione, Gabrio Forti, Antonino Giorgi, Alberto Nobili, Stefania Pellegrini, Livia Pomodoro, Virginio Rognoni, Maurizio Romanelli, Adriano Sansa, Bartolomeo Sorge

Collegio dei Garanti: Laura Barbaini,  Ideanna Giuliani, Giuliano Turone

Revisori dei conti: Filippo Bellavite, Francesco Gatti, Carmine Pascucci

Direttrice del Centro Studi: Jole Garuti.

 

SEDE

La sede è presso l’Istituto Marignoni, via Melzi d’Eril 9, Milano 20154 tel/fax 02 3656.3480 e338 6099.559.

Mezzi pubblici – MM1 e MM2 Cadorna, MM2 Moscova, tram 1, 29, 30, autobus 18, 43, 57.

Nel Centro Studi vi è una biblioteca specializzata sulla mafia e sull’antimafia, sui Diritti umani e civili e sull’Educazione alla Legalità, aperta gratuitamente a studenti, docenti, cittadini.

 

SAVERIA ANTIOCHIA

v. Jole Garuti, IN NOME DEL FIGLIO – SAVERIA ANTIOCHIA, UNA MADRE CONTRO LA MAFIA, edizione Melampo dicembre 2017

Saveria Antiochia è la mamma di Roberto Antiochia, il poliziotto ucciso dalla mafia a Palermo nel 1985 mentre faceva volontariamente da scorta – aveva interrotto per questo le ferie – al Commissario Ninni Cassarà. Aveva 23 anni ed era pieno di ideali luminosi.

“L’Italia conobbe allora Saveria, leggendo una sua lettera aperta al ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro, che il quotidiano la Repubblica pubblicò in prima pagina sotto il titolo “Li avete abbandonati”. Saveria vi denunciava le condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti di Palermo, privi di automobili, di binocoli, di computer, realtà che aveva constatato con i propri occhi.

Come risposta al suo grido, alcuni dissero che la sua lettera era troppo ben scritta per essere di una madre di poliziotto. Saveria, colta e sensibile, amante dell’arte e pittrice, dopo la morte del figlio dovette incassare anche questo. Intraprese allora una lunga battaglia per la verità su quel delitto. Denunciò le complicità tra mafia e istituzioni. E decise di far vivere Roberto nelle sue parole, nella sua testimonianza. Girò instancabilmente le scuole, le parrocchie, le biblioteche, i circoli di tutta Italia. Parlava sempre dolcemente, anche quando diceva cose dure e terribili. Ti guardava negli occhi e ragionava, spiegava. Senza mai una parola retorica. Aveva la pazienza di chi ha subito il più tremendo degli affronti ma non è stata piegata e ha ancora fiducia che le nostre parole disarmate possano rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in un paese libero dalla corruzione e dalle mafie.

Quando nel dicembre 1985 Nando Dalla Chiesa fondò a Milano il Circolo Società Civile, Saveria venne a spiegare, a ragionare di legalità e illegalità. Fu l’unico non milanese tra i soci fondatori; per lei il Circolo fece un’eccezione alle regole del suo statuto. Dieci anni dopo aiutò a nascere Libera, la rete di associazioni contro le mafie. Prima aveva dato il suo

contributo al Coordinamento antimafia e alla “primavera” di Palermo, dove fu eletta come indipendente nel consiglio comunale. Ai processi contro gli assassini del figlio fu sempre presente, anche a costo di viaggi faticosi e costosi. Quando testimoniò, guardando negli occhi esecutori e mandanti della strage, le sue parole furono secche, decise. Uno degli ergastoli che pesano sulle spalle di Totò Riina gli è stato inflitto anche per quella strage.

Per sapere di più su Saveria Antiochia

* AAVV, Nonostante donna, Storie civili al femminile, EGA 1996

* Nando Dalla Chiesa, Le ribelli, Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore, Melampo 2007









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